PREMANA: MINIERE IN ALTA QUOTA

Sabato 2 agosto ritrovo alle ore 8.45 a Premana presso il parcheggio della zona industriale di Giabbio: da lì si parte per un’escursione alle antiche miniere camminando nello stupendo contesto naturalistico dell’alta Valvarrone. Il percorso si svolge su una strada ampia ed è di dislivello modesto, ma richiede circa 2 h 30’ di cammino e pertanto è raccomandato un abbigliamento da trekking o scarpe da ginnastica.

Dopo una breve spiegazione storica, si può pranzare presso il rifugio Casera Vecchia al prezzo convenzionato di euro 20 da pagare direttamente al rifugio.

La partecipazione all’escursione è a offerta libera a favore del Museo Etnografico di Premana.

Prenotazione obbligatoria via e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , o per telefono al 392 4671504.

Informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. -  T. 0341-282156  - M 392 4671504

Le miniere si trovano a oltre 2000 m di altitudine, a monte della strada della Rezia valtellinese proveniente da Introbio.  La presenza di vene di siderite nelle rocciose pendici del Monte Varrone  diede origine sin da tempi antichissimi a una fiorente siderurgia che si sviluppò nel corso dei secoli, giovandosi della ricchezza boschiva che garantiva il costante afflusso di carbone. L’abbondante ricchezza di acque torrentizie promosse la nascita di forni e fucine. Nel XIII secolo l’estrazione mineraria è attestata non solo da documenti, ma anche dall’effettivo ritrovamento di miniere scavate in quest’epoca nella Grigna Meridionale. La prima segnalazione di una struttura fusoria in valle risale al 1253, e riguarda il possesso del forno della Soglia (1450 m. s.l.m. località chiamata oggi Forni), sopra Premana. Le crescenti necessità di materia prima, promossero la ricerca e gli scavi al Varrone, che si moltiplicarono sino agli inizi del XVI secolo. Il regime asburgico contribuì con incentivi alla ricerca di nuovi filoni metalliferi ed all’innovazione tecnologica della fusione e lavorazione. In seguito, ci si rese conto che le ricerche non avevano messo in luce nuovi giacimenti di reale valore industriale, e il carbone si faceva ogni giorno più scarso: nel 1846 viene fatta l’ultima fumata del forno di Premana.